Il metodo Leogrande rivive nella Biblioteca Acclavio: dialogo e protagonismo studentesco al centro dell’attività laboratoriale

Non una semplice lezione sulla memoria, ma un cantiere aperto di cittadinanza attiva. Si è conclusa alla Biblioteca Acclavio la terza edizione del laboratorio “In attesa del Premio Leogrande”, il progetto che trasforma l’eredità del grande narratore civile in un’esperienza vissuta in prima persona dagli studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado della città.

Realizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti, Presìdi del Libro di Taranto e la partecipazione di Maria Leogrande, mamma di Alessandro, il percorso ha visto la partecipazione delle classi 3BC del Liceo Ferraris – Quinto Ennio, la 4BS del Liside-Cabrini e la 4A del Pitagora.

L’aspetto vincente dell’attività laboratoriale resta il colloquio diretto e orizzontale tra gli studenti e le figure chiave del percorso. Sempre emozionante il dialogo tra la mamma di Alessandro e le studentesse e gli studenti un incontro che permette di superare la distanza della pagina scritta per incontrare l’uomo dietro l’autore.Attraverso le sue parole, gli studenti non hanno solo “imparato”, ma hanno interrogato il presente, portando le proprie riflessioni e sensibilità all’interno di uno spazio di ascolto protetto e stimolante. Altrettanto interessante e apprezzato il contributo reso dai giornalisti, Mario Diliberto, Vittorio Ricapito, Nicola Sammali.

In attesa del Premio Leogrande, anno dopo anno, si conferma, uno dei momenti più significativi di avvicinamento delle nuove generazioni alla figura e all’eredità intellettuale di Alessandro Leogrande.

Il laboratorio nasce con l’obiettivo di creare spazi di riflessione condivisa sul lavoro di uno dei più importanti narratori civili del nostro tempo. Attraverso incontri, testimonianze e approfondimenti, gli studenti hanno l’opportunità di conoscere non solo l’opera di Leogrande, ma anche il metodo, l’etica e lo sguardo con cui ha raccontato le contraddizioni del presente.

Il percorso si articola in tre dimensioni complementari.

  • Quella personale, resa possibile dalla presenza della madre di Alessandro Leogrande, che offre agli studenti un racconto intimo e autentico del suo percorso umano.
  • Quella professionale, grazie al contributo di giornalisti, come lui, si dedicano alla narrazione del reale e alla lettura critica dei fenomeni sociali contemporanei.
  • Quella culturale e territoriale, rappresentata dai Presìdi del Libro, che ogni anno organizzano il Premio Leogrande e custodiscono la memoria di un autore profondamente legato alla sua città.

Pertanto, il laboratorio rappresenta un vero e proprio cammino di educazione civica e culturale. Un invito rivolto ai giovani a interrogarsi sul mondo, a sviluppare uno sguardo consapevole e a comprendere il valore della scrittura come strumento di impegno e responsabilità.

Con questa terza edizione, la Biblioteca Acclavio, insieme all’Ordine dei Giornalisti e ai presidi del libro di Taranto rinnovano il loro impegno nel promuovere la lettura, il pensiero critico e la partecipazione attiva, offrendo agli studenti e studentesse un’esperienza che unisce memoria, formazione e futuro.

Il filmato del Laboratorio in Attesa del Premio Leogrande realizzato dall’Istituto Liside – Cabrini – classe 4BS

La riflessione rivolto sul laboratorio dalle studentesse e dagli studenti della 3BC del Liceo Ferraris – Quinto Ennio

“Il progetto che abbiamo svolto all’interno della Biblioteca è stato un viaggio attraverso le parole che restano nel tempo e rimangono vive. Abbiamo potuto conoscere un luogo della città che ci era estraneo e abbiamo scoperto spazi accoglienti nei quali confrontarci e crescere. Siamo stati molto coinvolti: sono state organizzate attività di gruppo, è stato sollecitato il nostro spirito critico, abbiamo formulato riflessioni. 

Vorremmo ringraziare la dottoressa Golino per l’occasione che ci ha offerto, ma anche la squadra che ha lavorato con lei e per noi: il dottor Diliberto dell’Ordine dei giornalisti di Taranto, la Professoressa Galli dei Presidi del libro, la mamma di Alessandro Leogrande; hanno condiviso con noi le loro esperienze di vita e ci hanno entusiasmati!”

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